Salone satellite

Curiosando tra i giovani under 35

 

Design innovazione + artigianalità

curiosando tra i giovani under 35

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Anche il Salone Satellite 2014 si è confermato un evento spettacolare ed entusiasmante; un fermento di giovani creativi under 35 che hanno messo in mostra il loro talento ed una grande capacità immaginativa, creando, dai propri sogni, oggetti di design che abbelliranno le nostre mura domestiche. Materiali sempre più innovativi, interfacciati con la più alta tecnologia digitale, ormai sempre più presente per la realizzazione dei prototipi. Nel talent-show ideato e diretto da Marva Griffin dal 1998, 650 ragazzi arrivati da 32 paesi e dai 5 continenti, selezionati da un prestigioso e competente comitato, hanno messo in mostra tutto quello che li rappresentava, desideri e convinzioni, delusioni e speranze, proiettando la loro visione della vita e del mondo che li circonda attraverso i loro progetti, speranzosi di essere notati e con l’aspettativa di diventare famosi come i grandi nomi che li hanno preceduti. 

Il tema del Salone 2014, infatti, è stato Design Innovazione + Artigianalità. Quattro botteghe artigiane, e per la precisione quella tessile, della ceramica, della pelle e la bottega digitale, affiancheranno i giovani in questo percorso per poter trasmettere loro la manualità nel lavorare artigianalmente i materiali classici, utilizzando il digital manufacturing, considerato il futuro del design con l’aiuto della stampa in 3D. Una giuria composta da personalità di rilievo internazionale nel mondo del design, della progettazione e della produzione ha scelto i migliori tre progetti tra i settori rappresentati al Salone del Mobile e più precisamente EuroCucina e Salone Internazionale del Bagno. Il così chiamato “Salone-Satellite Award”, arrivato così alla sua quinta edizione, fulcro di contatti tra i giovani designer e le aziende di settore presenti, ha premiato con 10.000 euro lo studio italiano From con “Volta Lamp”, selezionato per aver utilizzato in maniera funzionale lo spazio domestico specialmente nel rapporto casa/ufficio. 

Il secondo premio di 5.000 euro è andato invece al francese Arturo Erbsman con “Atmos”, Lampada d’atmosfera che utilizza la condensa dell’acqua per creare una luce diffusa e rilassante. Il terzo  ed ultimo premio di 2.500 euro, è stato dato allo studio americano Avandi con “Steptool”, scaletta d’appoggio antiscivolo, per la praticità e versatilità dell’oggetto, da usare in spazi limitati ma arricchito da piccoli dettagli che la rendono particolare. Tutti i designer meritano di essere menzionati; particolarmente meritevoli a mio parere sono: Mr Sheep con le sue lampade “Time Weaver”, dai colori accesi, in piatto di acrilico facilissime da montare e che creano un gioco luminoso ed elegante sulle pareti davvero emozionale; Jason Mizrahi con “Belcanto”, una sedia dalle linee influenzate soprattutto dall’architettura, scultura e pittura; Giulio Masciocchi con “Xylem”, reinterpreta il legno con forme curve e sinuose; Maria Volokhova e le sue insolite porcellane che divertono con le forme di animali, come “Sus Bonus” lampada o accessorio da cucina a forma di testa di maiale; Garay Design Studio, che ha creato con “Medusas” un’installazione luminosa quasi a formare un organismo vivente, bolle di vetro soffiato che si accendono e danno una luce soffusa e intrigante e “Mush Lamp”, lampada da tavolo a forma di fungo senza fili, funzionante a batteria con luce regolabile; Marija Puoskari e Anna Palomaa, originarie della Lapponia, presentano “Liuku lamps”, una lampada pendente composta da una parte in legno e una parte in vetro colorata molto d’effetto.

La natura è sempre molto presente nei loro progetti; Pascal Koch dello Studio Belgium is Design: le sue posate in lega di metallo sono un riflesso della società attuale e di come il design possa reinterpretare correnti del passato che più lo ispirano; Milia Seyppel Studio, mi ha colpita per la semplicità lineare dei suoi oggetti, come i tavoli circolari “Cirkel” in legno con gambe dritte e sottili che contrastano con la base voluminosa, e la sedia “Sunnfjord”, inspirata al paesaggio norvegese, uno schienale in solido legno massiccio che la mantiene statica e funzionale allo stesso tempo ed infine “Series 45”, una collezione di tre portacandele in legno di frassino, con forme molto precise e ben tagliate, quasi delle mini-sculture; Guglielmo Poletti con “Groove”, biblioteca bassa modulare in superficie nera opaca costituita da lamiere metalliche di 2 mm che possono creare infinite ripetizioni orizzontali data la flessibilità della struttura; Dossofiorito con il progetto “The Phytophiler”, crea la relazione tra gli esseri umani e il mondo vegetale che ci circonda, una serie di vasi in terracotta riempiti di piante e oggetti che servono alla loro cura quotidiana, proprio per ricordarci l’importanza della natura; Interlaced con “Furniture screen & Lamp” da un effetto particolare alla luce che passa attraverso una fitta maglia di fili intrecciati e attaccati a pannelli di legno come uno schermo, ricreando un’immagine sfuocata di luce e ombre, come afferma il designer Viichen: «vedendo la luna da una finestra in legno di un tradizionale casa cinese»; The University of Oregon con il progetto “Rocker” del designer Sean Leyden, una sedia ergonomica a dondolo che dà un comfort ottimale, progettata per gli spazi adibiti ai viaggiatori, considerati consapevolmente ristretti e minimi; Ruxi Sacalis con “Tre.foil”, una serie di sgabelli in legno, funzionali e senza tempo che dimostrano la grande artigianalità di esecuzione; Morten & Jonas con due lampade, “Say my name” in vetro soffiato con diverse sfumature di colore dal viola scuro a quello più chiaro,rendendo la luce calda e soffusa e “Shades” tre diversi paralumi montati insieme su una griglia in acciaio verniciato di bianco per divenire una cosa sola, la luce della lampadina posta nel mezzo si diffonde attraverso le campane di vetro soffiato riflettendola in diverse sfumature. Dato il momento economico-sociale, è particolarmente difficile trovare oggi un giusto equilibrio tra le risorse tecnologiche, il know how nel campo del design e le richieste del mercato mondiale. Molto spesso si supera il concetto di funzionalità privilegiando l’apparenza e le mode; i giovani designers non devono dimenticare che gli oggetti da loro creati avranno sì il compito di abbellire le nostre case future, ma anche di migliorarne gli aspetti della vita quotidiana. La grande sfida è proprio quella di saper cogliere tutte quelle sfumature, non solo a livello progettuale, tecnologico ed emozionale, ma anche di fornire un buon prodotto, unico nel suo genere e dal valore aggiunto, in considerazione della dimunuzione delle vendite e della crisi finanziaria. È stato un grande piacere sapere che è stata rinnovata la collaborazione tra i giovani designers e la Rinascente di Milano, dove è stato adibito un apposito stand per il design, che da visibilità sia ai brand famosi che ai nuovi talenti, i quali potranno, così, avere la chance di far conoscere al mercato le proprie creazioni. 

Auguro, quindi a tutti i nuovi talenti di trovare la giusta collocazione sul mercato globale e di fornire nuove idee utili per un futuro migliore. 

Good luck!