Il Fuori Salone

Brera, Lambrate, Statale, Tortona

 

Il Fuori Salone

 

Brera, Lambrate, Statale, Tortona 

 http://fuorisalone.it/2012/

Questo evento, trasforma la città che diventa vitale in tutte le sue zone, gremita di giovani provenienti da tutte le parti del mondo che hanno sete di novità e vogliono far parte di questa atmosfera per dire io c’ero. I concept store di Milano cambiano faccia e si trasformano in funzione al messaggio che vogliono dare, grande energia, mobilità, arte, stile e cultura che esplode in ogni angolo della metropoli una festa generale e tanta vitalità. Come ogni anno le manifestazioni del fuori salone sono state prese d’assalto sia dagli addetti ai lavori che da cittadini curiosi con la volontà di capire il significato del design. Quest’anno più che mai gli eventi organizzati sono dedicati al prodotto di qualità e alla cultura dell’abitare. Al Teatro dell’Arte della Triennale di Milano va in scena “Design Dance” – un progetto di Michela Marelli e Francesca Molteni, che fa parlare e agire, fino a danzare, 456 oggetti di design che diventano attori e narratori perché, come ogni opera dell’ingegno umano,  gli oggetti raccontano le emozioni che li hanno fatti nascere. Molto interessante, la prima opera architettonica dei fratelli Mendini a Milano: Bovisatech. Il nuovo complesso di 15 mila metri, dedicato a moda design e tecnologia, è composto da 8 edifici di grado A in cristalli colorati, legno e cemento, che sorgono davanti al Politecnico di via Durando nel quartiere Bovisa, storica area industriale della città. Per i Mendini questo progetto ha rappresentato un modo per rendere omaggio alla storia della loro città : i pinnacoli che svettano sulle torri citano le guglie del Duomo, le linee pulite degli edifici dialogano con le architetture razionaliste dei primi decenni del Novecento. 

E i colori delle facciate si armonizzano con quelli dell’università. Un’interpretazione contemporanea anche della vecchia anima industriale dl quartiere, citata nelle ampie finestrature orizzontali continue ispirate a quelle delle fabbriche storiche, che esprime il salto generazionale di quest’area a rapido sviluppo high-tech. Molta attenzione è stata rivolta al linguaggio formale che miscelato con quello ambientale rende questa opera unica e di grande valore. Altro evento da ricordare è sicuramente “The Seecret Garden” che si è svolto all’’Orto Botanico zona Brera nel cuore di Milano, un luogo accogliente gestito dal Fai, una silenziosa area verde incorniciata da palazzi patrizi all’interno dall’Accademia di Brera (che purtroppo si presenta in uno stato di degrado assoluto), dove Barovier&Toso e Citco, hanno presentato una mostra in cui poter raccontare sia la lavorazione del vetro soffiato per la realizzazione di installazioni luminose e lampadari e sia le lavorazioni e i trattamenti del marmo intarsiato per la produzione di superfici. Un’artigianato artistico che unito alla serialità industriale  forma un progetto di grande attualità e qualità. Paola Navone e Zaha Hadid mettono in scena questi due tipi di allestimenti per testimoniare la maestria delle due aziende nel produrre manufatti di straordinaria bellezza. 

Paola Navone con un forte impatto scenografico comunica la magia che un lampadario può dare ad un ambiente, i lampadari in vetro soffiato della tradizione muranese sono alloggiati all’interno di grandi “nidi” intrecciati con arbusti di nocciolo, cosparsi nel prato o appesi agli alberi, dipinti di un intenso blu Klein che proteggono questi oggetti che sono veramente delle opere d’arte, sempre dello stesso blu fanno capolino dagli arbusti gli omini di Depero che fungono da lampade che accese in notturna diventano degli elementi scenografici di grande effetto. Zaha Hadid invece per Citco presenta un’installazione dove le pareti sono composte da un puzzle di schegge irregolari di marmo dal taglio sfaccettato che si sviluppano come i frattali acquistando grande forza materica nella loro tridimensionalità. Un progetto ricco di espressività e di emozione che cattura tutti i visitatori e li spinge ad andare oltre e ad osservare intensamente. 

L’architettura decostruita del padiglione è vicina ai segni organici presenti in questo luogo naturale per antonomasia, con questa installazione l’azienda può dimostrare il suo virtuosismo nella lavorazione del marmo. Sicuramente la mostra La “Casa Degli Italiani” organizzata dalla rivista AD e patrocinata dal comune di Milano merita di essere ricordata, un’occasione in cui per la prima volta il network internazionale di AD sarà presente con tutti i direttori delle otto edizioni. La mostra è stata progettata e curata dal direttore di AD Ettore Mocchetti è da Fiera Milano City. Il progetto prende in esame il modo di vivere la casa degli italiani dal 1861 al 2011 una mostra multimediale e interattiva. Centinaia di video, oggetti, icone di stile e oltre 200 foto d’ interni di grande formato, mettono in risalto l’evoluzione dello stile di vita, del gusto e delle abitudini nel nostro Paese. 

In particolare le immagini hanno consentito di capire come anche attraverso gli anni la casa sia rimasta legata ad alcuni canoni come la qualità degli arredi, il gusto del bello, l’armonia delle differenze e la miscelanza della tradizione con la modernità. All’interno della mostra il “ritratto”, anch’esso multimediale, di 76 aziende protagoniste nella trasformazione del nostro paesaggio domestico e nella materializzazione dello stile AD. Sicuramente l’alternativa a Via Tortona è Lambrate in via Ventura, quartiere operaio e pieno di fabbriche e laboratori artigianali forse poco conosciuto anche dai milanesi. Oggi considerato un luogo dove si può celebrare l’arte e il design e dove la parola d’ordine è sperimentazione. Tutto ciò è sicuramente merito di due ragazze olandesi Margriet Vollembergn e Margò Konings, laureate in design che hanno deciso di mettere in piedi questo quartiere che ogni anno in occasione del Salone Del Mobile diventa meta di molti che voglio respirare un’aria internazionale. Novanta espositori fra design e artisti che arrivano da tutte le parti d’Europa. Sicuramente questo quartiere è l’ideale per esaltare il colore e la vitalità di progetti che in fiera si perderebbero. Alla Plusdesign Gallery progetti intrecciati, fili ricamati, nodi intricati i vari artisti e design hanno rappresentato oggetti quotidiani tramite la tessitura e l’intreccio di vari filati e materiali di vario tipo. Sicuramente tra tutte emerge un’installazione creata e pensata per il vuoto, per riempire quello della galleria che colloca oggetti impalpabili nello spazio, che si fonde con loro in una realtà irreale, al limite con l’immaginazione, fuggendo dalla percezione della tridimensionalità concreta per crearne una del tutto personale. Vengono rappresentati oggetti di uso comune riconoscibili immediatamente, si percepiscono tramite la linea apparente bidimensionale del disegno fatto dalla lana nera, mentre il passaggio alla terza dimensione è affidato a chi osserva e al suo movimento, alla sua fantasia e coinvolgimento che è fondamentale nell’installazione, Analogia 003 (fa parte del progetto Analogia Project), ha realizzato un’ installazione il cui scopo è quello di sperimentare nello spazio un linguaggio di comunicazione che ricordi i segni di uno schizzo sulla carta, oltre che quello di fondere tradizione, materiali antichi e tecnologie contemporanee. Nella zona Ventura quest’anno erano presenti anche colossi come IKEA, Ballantine e COS della catena d’abbigliamento super minimal. Lambrate fashion, bella atmosfera, coerenti e congeniali le location industriali che per l’occasione prendono le sembianze di gallerie d’arte, ma soprattutto un intervento geniale che sicuramente ha rivalutato una zona periferica all’insegna del design e dell’arte. Tra mostre, eventi, happening è impossibile non citare l’evento nei cortili dell’Università Statale degli Studi. Interni Legacy il tema di questa manifestazione è la memoria del passato che offre spunti e riflessioni per la progettazione del futuro, dove la cultura della sostenibilità e della riduzione degli sprechi all’interno delle nostre case deve diventare un obiettivo per tutti noi, questo è il tema che anima uno degli eventi più importanti del fuori Salone. In questa cornice di eccellenza storica, si collocano e installazioni sperimentali e quasi futuriste ideate da progettisti internazionali col contributo di aziende tecnologicamente avanzate. I fratelli Mendini hanno fatto una riflessione progettuale astratta e formale che è una sintesi tra il passato il presente e il futuro la loro espressione si chiama Surface, una cultura totemica astratta e fantastica, nove superfici ondulate alte fino undici metri disposte come quinte, e ricoperte di materiali differenti che cambiano immagine in funzione della luce un’installazione che mette in risalto lo stile l’ideologia dei fratelli Mendini. Da ricordare anche Icon Celebration di Matteo Ragni con Camparisoda e Verallia, che con un’installazione in lamiera piegata celebra gli ottanta anni della bottiglia di Camparisoda che nel 32 fu disegnata da DEPERO, ma celebra anche la sua materia prima, che ha una presenza metaforica nell’installazione quasi a ricordare che il vetro è di silice e soda, ma soprattutto “rottame di vetro” che recuperato e riciclato torna ad essere bottiglia sempre con le caratteristiche originarie. Intorno alla scultura ottanta omini deperiani per ricordare che c’è stato il Futurismo e che ci sarà un futuro che si occuperà di riciclo ed ecologia. Molto interessante il progetto Photosynthesis, l’Arch Akihisa Hirata rappresenta nell’installazione il processo naturale della fotosintesi clorofilliana che è l’unico processo biologico in grado di raccogliere l’energia solare catturandone una quantità enorme. I pannelli solari vengono rappresentati (in collaborazione con Panasonic )non in orizzontale ma montati su supporti in policarbonato trasparente che li fanno assomigliare alle fronde di un albero. Il concetto che l’architetto esprime è sicuramente indirizzato verso la ricerca sulla creazione dell’immagazzinaggio e l’utilizzo efficiente di energia rinnovabile, sfruttando la natura. “Il Belvedere” nel Cortile D’onore della Statale realizzato da Michele De Lucchi, un luogo in cui si va per contemplare ciò che ci circonda, questa installazione vuole trasmettere la necessità di osservare il mondo per capirlo e la ricerca costante della bellezza che molte volte non notiamo ma che esiste intorno a noi. Molto scenografica, è un grande corpo cubico composto da pannelli sottili di porcellanato tecnico di Graniti fiandre e scavato da forme coniche, chi lo osserva può fare l’indagine e la scomposizione prospettica di un grande volume tridimensionale, l’illuminazione è di Guzzini. Quest’opera è sicuramente un affascinante gioco prospettico che concettualmente vuole rappresentare il dialogo tra fruitore e la forma stessa dell’architettura, che instaura uno scambio continuo e mutevole tra l’osservatore e la persona che la vive. Anche l’installazione “Flysch” di Jacopo Foggini è di grande impatto e fruibile a 360° dal loggiato superiore dell’università, da dove si coglie la complessità cromatica dell’insieme, il nome di questa forma multicolor deriva dalla geologia e si riferisce a un deposito di rocce di elevato spessore, costituito da detriti. È una visione fantastica che richiama le forme del corso di un fiume che scava un percorso tra due rive che mai si toccano, il fiume ci fa pensare allo scorrere del tempo, ma anche alle tradizioni mentre i molteplici colori rappresentano la grande complessità e varietà della natura insomma questa installazione è un mini universo sintetico, realizzato in moduli estrusi di materiale plastico colorato assemblato, prodotti dall’azienda Torinese Maip. Architect’s Eye, una grande sfera in acciaio inossidabile riflettente all’interno del Cortile d’onore, attrae lo sguardo del visitatore, una scultura hight tech, una sfera animata grazie un sistema di led, ha l’immagine di una pupilla umana gigante che si modifica sia nel colore dell’iride sia nella dimensione della pupilla, l’azienda Taltos ha collaborato con l’architetto Russo Sergei Tchban che ha voluto rappresentare alcune situazioni precarie riferite ad opere d’arte e patrimonio artistico come i monumenti dell’avanguardia russa in stato di degrado un richiamo forte affinchè i governi e gli stati mondiali conservino e curino la propria storia e cultura. La statale ex Ospedale Maggiore è un luogo magico che ogni anno durante il Salone Del Mobile diventa un punto di riferimento per il popolo del design e tutto ciò che viene ospitato vive di una grande luce riflessa data dal fascino del contesto che gli sta attorno e mai come in questa edizione il luogo è stato coerente con lo spirito delle rappresentazioni. Protagonista il legame tra eredità e modernità, tradizione ed innovazione, la continuità con l’esperienza del passato, sostenuto nel settore della tecnologia dei materiali e nella loro applicazione e sviluppo. Sicuramente la zona con più energia e più modaiola è sempre Zona Tortona dove il “Temporary Museum for New Design” torna per il quarto anno, progetto ideato da Gisella Borioli,con la direzione artistica di Giulio Cappellini, prevede una successione di 30 mostre, con presentazioni spesso firmate dalle star del design una manifestazione ideata per ospitare in modo originale i progetti di grandi brand, ma anche di sicure promesse, seguendo il concept di successo “meno fiera e più museo”. Tante location che ospitano una selezione di aziende che presentano progetti di qualità con un filo conduttore di grande attualità: l’ecologia, argomento trattato da molte aziende che è stato il tema di discussioni e convegni, anche l’arredamento deve essere il risultato di un ciclo costruttivo che tiene presente l’ambiente e il riciclo. L’eco design sarà sicuramente la nuova tendenza dell’abitare futuro, argomento che dovrà essere preso in considerazione dai progettisti in maniera universale per poter rendere le abitazioni ecologiche non solo strutturalmente ma anche nell’arredo al fine di essere coerenti con l’impegno sociale che tutti i paesi del mondo stanno divulgando. Altri argomenti proposti nel grande centro polifunzionale: Esperienze, percorsi sensoriali, realtà parallele, design da vivere, emozioni da provare. Scenari fantascientifici portano il visitatore nel futuro della tecnologia, nelle case di domani. Due installazioni che evocano una foresta mistica e concettuale nella grande sala dedicata a Canon (by Toshiki Kiriyama). Uno spazio morbido e spiazzante in cui riposare ammirando un Labirinto di immagini, luci, suoni per raccontare le fonti di ispirazione di Foscarini (by Vicente Garcia Jimenez). Con Diesel, la casa (realizzata in collaborazione con Foscarini, Moroso e Scavolini) è casual, incentrata attorno alla nuova “Social Kitchen”, perfetta “party room” della propria abitazione. Con Samsung, (by Italo Rota) si entra nel futuro, in un ambiente da scoprire attraverso la realtà aumentata. Lo spazio grigio e indistinto si trasforma e si anima passo dopo passo utilizzando il Galaxy Tab, che rivela una vita smart e una casa smart. Novità di rilievo è il grande spazio underground di circa 2.000 mq nel Basement di Superstudio Più dedicato a giovani talenti di tutto il mondo. Discovering è un viaggio tra le promesse del design: 43 giovani progettisti italiani e internazionali e i 24 vincitori del concorso Ilide dedicato alla luce cui si aggiungono i 20 designer del progetto i Musei di Carta, piccoli oggetti pensati per gli shop dei musei italiani. Nel cuore di Zona Tortona, per il secondo anno, all’interno di uno spazio post industriale che possiede ancora il fascino del luogo della produzione e del fare, Piero Lissoni ha immaginato per Nespresso un contenitore di esperienze multisensoriali su due livelli, in grado di conquistare gli ospiti con il profumo e le emozioni di un caffè Nespresso in un’atmosfera accogliente e ricca di stimoli. Il Design Village quest’anno con i brand Cappellini, Cassina, Poltrona Frau, Nemo-Cassina Lighting si è spostato alla Fondazione Arnaldo Pomodoro. L’allestimento del Design Village 2012 è stato curato da Paola Navone, Piero Lissoni e Giulio Cappellini. Poltrona Frau quest’anno ha festeggiato il suo compleanno è la prima azienda italiana del mobile a tagliare il traguardo dei cento anni, lo scopo dell’azienda è stato sicuramente quello di avvicinare il grande pubblico al brand, anche se a tutti gli effetti Poltrona Frau appartiene al mondo del lusso, proprio per le sue caratteristiche parzialmente artigianali e per i materiali che sono frutto di grandi ricerche e sperimentazioni, inevitabilmente tutto ciò incide sul prezzo finale dei prodotti che hanno caratteristiche uniche. 

Per Cassina invece continua il viaggio nel suo ricchissimo archivio (il marchio ha compiuto 80 anni nel 2008), come dimostra in particolare la riedizione negli anni 50. Cassina ha seguito in maniera fedelissima i progetti originali del 1952 producendone un’edizione limitata di 50 pezzi. Moltissime le novità di Cappellini, che ha scommesso su giovani designer di tutto il mondo, per arricchire il suo già colorato mondo di uno Zeitgeist globale. Ricordiamo anche uno spazio di grande fascino il centro congressi Magna Pars che si sviluppa al piano terreno di una palazzina dei primi del Novecento, sede in origine di una fabbrica di profumi, la struttura è stata completamente ristrutturata nel 1992, mantenendo le caratteristiche dell’edificio postindustriale, reinterpretate in chiave contemporanea. Ogni ambiente di Magna Pars è concepito in modo tale da essere polivalente e indipendente sia dal punto di vista funzionale sia da quello tecnologico. La mostra espositiva EMOTIONAL LIVING Home Spa Design, è divenuta in soli tre anni un punto di riferimento di tutta la design week posizionandosi come uno degli eventi clou degli ultimi anni. Un dialogo sul tema del design emozionale attraverso il progetto, la creatività e la cultura contemporanea. L’emozione dal punto di vista dei progettisti ma anche da quello dei visitatori. 

La settimana del design è stata una settimana molto importante sia dal punto di vista economico per la città che da quello culturale, il design ha svolto nella maggioranza dei casi una funzione sociale dovuta, proponendo prodotti innovativi e finalmente attenti all’ambiente e al fruitore finale. La forma è stata esaltata quanto la funzione che ha assolto nella maggioranza delle proposte al ruolo di migliorare la qualità della vita, il design diventa un protagonista delle nostre case di cui non si può fare a meno, un design pensato e non globalizzato in relazione solo alle tendenze del momento. La formula business e cultura ha funzionato con successo, l’offerta commerciale è stata affiancata ad una grande qualità di eventi e progetti di forte impatto che hanno attirato l’attenzione di un pubblico numeroso internazionale che ha esportato la nostra fantasia e professionalità.

 

 

by Giovanna Azzarello